Amleto al buio

Amleto è come il cielo sempre sopra le nostre teste. Dimenticato, celebrato, presente, mutevole, luminosissimo e certe volte così cupo da sentirlo addosso.
In questo “al buio”, l’Amleto si moltiplica, da Shakespeare, da Heiner Müller, altri poeti e da tutti le riscritture che abbiamo potuto tentare.
Le parole si fanno suono, il corpo si sospende e nega ogni narrazione, tra tragedia e contemporaneo.
Gli spettatori dotati di cuffie, si aggiungono privatamente al sentire d’insieme, in un’esperienza immersiva e onirica.
Un’esperienza teatrale radicale che porta lo spettatore nel cuore dell’ascolto.
Ogni appiglio visivo è ridotto al minimo e la voce di Roberto Latini, nella sua nuda vibrazione, invitata e sollecitata negli ambienti sonori creati da Gianluca Misiti, diventa architettura emotiva e drammaturgica.
La tragedia non viene rappresentata ma attraversata: le parole si trasformano in eco, respiro, pensiero vivo. L’ascolto diventa così un rito condiviso, un invito a lasciarsi guidare da immagini interiori, intime e irripetibili.
Credits:
Amleto al buio
di e con Roberto Latini
Musiche Gianluca Misiti